I nuraghi della Gallura: la preistoria a pochi passi dal mare
Tra mare e granito: cosa sono i nuraghi
La Gallura è famosa per le sue spiagge e per il mare cristallino, ma tra l’azzurro del Mediterraneo e il grigio del granito gallurese emergono anche i nuraghi della Sardegna, testimonianze millenarie della civiltà nuragica.
Ma cosa sono i nuraghi? Si tratta di torri megalitiche costruite tra il II e il I millennio a.C., nel pieno dell’età del bronzo, realizzate con grandi blocchi di pietra sovrapposti senza l’uso di malta secondo la tecnica della muratura a secco. L’ingresso è spesso sormontato da un architrave monolitico e conduce a una camera interna coperta da una falsa cupola chiamata tholos. All’interno delle mura può svilupparsi anche una scala elicoidale, ricavata nello spessore della struttura, che permetteva di raggiungere i livelli superiori della torre. Esistono anche numerosi nuraghi privi della camera a tholos, soprattutto tra le tipologie più antiche come i nuraghi a corridoio, nei quali gli spazi interni sono organizzati in passaggi e ambienti allungati invece che in camere circolari voltate.
📷 Foto: Mboesch / Wikimedia Commons – Arzachena-tempietto-malchittu-a (CC BY-SA 4.0)
La Costa di Granito: nuraghi tra Arzachena, Olbia e Santa Teresa
Il nord-est della Sardegna è spesso definito “Costa di Granito” per la presenza dominante di questa roccia chiara e compatta che caratterizza gran parte del paesaggio gallurese. Tra le colline e le formazioni rocciose modellate dal vento si concentrano alcuni dei più importanti siti archeologici della regione, distribuiti tra Arzachena, Olbia e Santa Teresa di Gallura. La varietà di nuraghi presenti lungo la costa rende questa zona un vero e proprio museo a cielo aperto, dove storia e natura si intrecciano in modo unico. Tra i principali siti da non perdere troviamo:
- Nuraghe La Prisgiona (Arzachena): considerato uno dei complessi meglio conservati della Sardegna, La Prisgiona fa parte di un ampio villaggio nuragico che permette di comprendere l’organizzazione della vita quotidiana dell’epoca.
- Nuraghe Albucciu (Arzachena): questo sito rappresenta un esempio affascinante di nuraghe a corridoio, una tipologia più antica rispetto alle torri classiche. La struttura si adatta perfettamente ai grandi massi di granito circostanti, dimostrando come gli antichi costruttori sfruttassero in modo intelligente il paesaggio naturale.
- Nuraghe Riu Mulinu Cabu Abbas (Olbia): situato su un’altura che domina il golfo, questo nuraghe offre un panorama straordinario e suggerisce il suo possibile ruolo di controllo del territorio e delle vie di comunicazione tra la costa e l’interno della Gallura.
- Lu Brandali (Santa Teresa di Gallura): uno dei complessi più interessanti della zona, dove non si trova solo il nuraghe, ma anche i resti di un villaggio e una delle tipiche tombe dei giganti, monumenti funerari collettivi che testimoniano le credenze religiose della civiltà nuragica e il legame con il culto delle acque, un elemento spirituale molto diffuso nella Sardegna preistorica.
- Coddu Vecchiu (Arzachena): celebre per la sua grande tomba dei giganti ben conservata, è uno dei siti funerari più suggestivi della Gallura. La struttura è caratterizzata da una lunga stele e da un’esedra semicircolare, tipica della tradizione nuragica.
- Li Lolghi (Arzachena): un complesso archeologico di grande interesse, dove il nuraghe si integra con resti di villaggi e altre strutture preistoriche. La posizione panoramica e l’accessibilità ne fanno una tappa ideale per chi vuole esplorare la Gallura antica.
Questi siti offrono un’esperienza che unisce archeologia, natura e paesaggio costiero: ogni nuraghe è un punto di osservazione privilegiato sulla storia millenaria della Gallura, a pochi passi dalle spiagge e dal mare cristallino.
📷 Foto: Stahlkocher / Wikimedia Commons – Arzachena Tomba dei Giganti Coddu Vecchju inside (CC BY-SA 3.0)
I nuraghi dell’entroterra: itinerari nella civiltà nuragica
Accanto ai siti archeologici più vicini alla costa, l’entroterra della Gallura custodisce numerosi altri esempi di nuraghi della Sardegna, spesso immersi nella macchia mediterranea o circondati da colline granitiche. Visitare questi luoghi significa intraprendere un vero e proprio percorso alla scoperta della civiltà nuragica e del suo rapporto con il territorio. Tra i siti più significativi si trovano:
- Loelle: è uno dei nuraghi meglio conservati della Sardegna settentrionale. Immerso in un bosco di lecci e querce da sughero, offre una vista panoramica straordinaria sul paesaggio granitico circostante. L’accesso è libero e l’atmosfera del luogo lo rende una tappa particolarmente suggestiva.
- Belveghile: si erge tra le tipiche colline rocciose della zona. La sua posizione elevata lascia supporre una funzione di controllo e avvistamento del territorio, caratteristica comune a molte torri nuragiche del nord dell’isola.
- Majori: è uno dei siti nuragici più visitati e valorizzati della Gallura. Ben conservato e dotato di personale specializzato, permette ai visitatori di esplorare gli ambienti interni della torre e di comprendere l’organizzazione dello spazio nella civiltà nuragica.
Per orientarsi tra i numerosi siti presenti sul territorio può essere utile consultare una mappa dei nuraghi della Sardegna, che permette di individuare i principali complessi archeologici e di costruire itinerari culturali tra costa ed entroterra. In questo modo la visita diventa un’occasione per conoscere non solo i singoli monumenti, ma anche il paesaggio storico che li circonda.
📷 Foto: Hans Hillewaert / Wikimedia Commons – Nuraghe Loelle (CC BY-SA 3.0)
Consigli per visitare i nuraghi della Gallura
Esplorare i nuraghi può essere un modo interessante per arricchire un viaggio nel nord della Sardegna, soprattutto per chi desidera scoprire il territorio oltre le spiagge e le località balneari. Questi monumenti della Sardegna sono spesso inseriti in contesti naturali suggestivi e permettono di entrare in contatto con una parte molto antica della storia dell’isola.
Il periodo migliore per visitare questi siti è generalmente la primavera o l’autunno, quando le temperature sono più miti e il paesaggio della Gallura si mostra nei suoi colori più intensi. In estate è comunque possibile organizzare escursioni archeologiche, preferendo le ore del mattino o del tardo pomeriggio per evitare il caldo più intenso.
Indossare scarpe comode è sempre consigliato, perché molti siti si raggiungono attraverso brevi sentieri o percorsi naturali. Portare con sé acqua, cappello e protezione solare può rendere la visita più confortevole, soprattutto nei mesi più caldi.
Visitare nuraghi con bambini può essere un’esperienza particolarmente stimolante: molte strutture sono facilmente accessibili e permettono di osservare da vicino le tecniche costruttive della preistoria. Raccontare ai più piccoli come vivevano le comunità dell’età del bronzo e come venivano costruite queste torri in pietra può trasformare la visita in un momento educativo e coinvolgente.
Integrare la visita ai nuraghi con le tappe costiere permette di scoprire una Sardegna diversa, dove la storia millenaria convive con il paesaggio mediterraneo. Tra mare, rocce granitiche e antiche costruzioni in pietra, i nuraghi della Gallura offrono un’occasione unica per avvicinarsi alla cultura e alla memoria della Sardegna più antica.
📷 Foto: Mboesch / Wikimedia Commons – Arzachena-nuraghe-la-prisgiona (CC BY-SA 4.0)