Santa Teresa di Gallura: una guida per gli amanti del trekking e della natura

Molto più di una destinazione balneare

Chi arriva a Santa Teresa di Gallura con l’idea di trascorrere la giornata in spiaggia scopre presto che questa piccola cittadina sull’estremo nord della Sardegna ha molto di più da offrire.

Il promontorio di Capo Testa, il sito di interesse comunitario che si estende appena fuori dal paese, i sentieri costieri che tagliano la macchia mediterranea, le piscine naturali nascoste tra gli scogli: per chi ama muoversi a piedi e stare a contatto con la natura, Santa Teresa è una base ideale per esplorare uno dei tratti di costa più selvaggi dell’isola.

📷 Foto di copertina: Viaggia e Scopri / Flickr — Santa Teresa di Gallura, Sassari (CC BY 2.0)

Escursionismo in Gallura: un paradiso di granito, vento e macchia mediterranea

La Gallura è la regione più settentrionale della Sardegna, e il suo paesaggio è riconoscibile ovunque: rocce di granito rosa modellate dall’erosione, vegetazione bassa e profumata, mare che cambia colore a ogni baia. Santa Teresa si erge su un promontorio a 40 metri sul livello del mare e guarda verso la Corsica: d’estate si vedono a occhio nudo le scogliere bianche di Bonifacio a 12 chilometri di distanza.

Il territorio circostante è classificato come SIC (Sito di Interesse Comunitario), una delle designazioni di protezione europea più importanti. Questo significa che la flora e la fauna dell’area sono oggetto di tutela attiva: la macchia mediterranea conserva specie rare, i fondali sono abitati da posidonie e pesci colorati, e gli uccelli marini nidificano indisturbati sulle falesie.

Quando andare: la primavera (aprile–giugno) e l’autunno (settembre–ottobre) sono i periodi migliori per il trekking. In estate il calore può essere intenso e i sentieri più frequentati. Le ore migliori per camminare sono la mattina presto o il tardo pomeriggio.

Cosa portare: scarpe chiuse a suola robusta (assolutamente no infradito), acqua abbondante (le fontanelle sono rare sui sentieri), crema solare ad alta protezione, cappellino, macchina fotografica.

Parcheggio: a Capo Testa è disponibile un parcheggio a pagamento vicino all’istmo. In alta stagione si riempie rapidamente: arrivate entro le 9 del mattino per trovare posto.

Come arrivare a Santa Teresa: il traghetto Ichnusa Lines collega Bonifacio a Santa Teresa in 50 minuti. Sbarcati al porto, Capo Testa è raggiungibile a piedi (circa 45 minuti) o in auto/bici in 10 minuti lungo la strada principale.

📷 Foto: Rolf Dietrich Brecher / Flickr — Capo Testa National Park Sardegna (CC BY 2.0)

Gli itinerari imperdibili sul promontorio di Capo Testa

A soli 10 minuti d’auto da Santa Teresa, il promontorio di Capo Testa è il punto di partenza naturale per qualsiasi escursione nella zona. Unito alla terraferma da un istmo sabbioso che ospita le spiagge gemelle di Rena di Levante e Rena di Ponente, il promontorio offre una rete di sentieri informali che si snodano tra le rocce, le calette nascoste e la macchia bassa.

La Valle della Luna (Cala Grande)

All’interno del promontorio, la Valle della Luna è uno dei luoghi più suggestivi dell’intera Gallura. Labirinti di rocce granitiche erose dal vento formano corridoi e anfiteatri naturali, in un paesaggio che ricorda la luna (da cui il nome, dato da una comunità hippie che qui si stabilì negli anni Sessanta e che ancora ogni estate torna a soggiornare tra le rocce).

Il sentiero verso il faro

Seguendo il percorso principale del promontorio, si raggiunge il Faro di Capo Testa, costruito nel 1845 e ancora in funzione. È uno dei fari più importanti per la navigazione nello Stretto di Bonifacio, e la sua posizione offre una vista spettacolare sulle Bocche di Bonifacio. Lungo il percorso si incontrano le antiche cave romane: blocchi di granito semi-lavorati abbandonati duemila anni fa, destinati alle colonne dei monumenti imperiali di Roma.

Difficoltà: bassa. Il percorso è facile ma richiede scarpe chiuse: il terreno è interamente granitico, con tratti sconnessi. Non adatto alle infradito.

Durata: 1,5 — 2 ore andata e ritorno, con soste.

Le piscine naturali: bagni tra le rocce

Una delle scoperte più belle per chi esplora Capo Testa sono le piscine naturali: piccole insenature formate dalle rocce dove l’acqua si raccoglie in vasche naturali di rara bellezza. L’acqua è cristallina, riparata dalle onde, e il colore varia dal verde smeraldo al turchese intenso a seconda della profondità e della luce. Sono luoghi ideali per fare il bagno lontano dalla folla delle spiagge attrezzate, immersi in un silenzio interrotto solo dal rumore del mare.

Le piscine naturali più note si trovano lungo il versante nord del promontorio di Capo Testa, raggiungibili a piedi dai parcheggi dell’area. Alcune sono facilmente accessibili, altre richiedono un po’ di arrampicata sulle rocce: occhio al livello del mare e alle condizioni del vento prima di avvicinarsi alle zone più esposte.

Cala Spinosa: snorkeling con vista sulla Corsica

Tra le calette nascoste di Capo Testa, Cala Spinosa è forse una delle più spettacolari. Raggiungibile solo a piedi, a circa 20 minuti di sentiero dal parcheggio, questa piccola insenatura offre acque tranquille, fondali ricchi di pesci e coralli, e una vista diretta sulle bianche falesie di Bonifacio che chiudono l’orizzonte a nord. È uno dei migliori spot di snorkeling dell’intera area: portate maschera e pinne, e non mancherà lo spettacolo. Il percorso per raggiungere Cala Spinosa è impegnativo e ripido, vi consigliamo precauzione.

📷 Foto: Roby Ferrari / Flickr — La barchetta in mezzo al mare (CC BY-SA 2.0)

Biodiversità in Gallura: la flora e la fauna da osservare sui sentieri

La macchia mediterranea gallurese è uno degli ambienti più ricchi della Sardegna settentrionale. I profumi dominanti sono quelli del lentisco, del ginepro fenicio e del cisto: piante basse e resistenti che coprono il terreno tra le rocce e ospitano una fauna variegata.

Chi cammina con attenzione può avvistare lucertole tirreniche, testuggini di Hermann e, nelle ore più fresche della mattina, lepri sarde. Gli uccelli sono i protagonisti delle falesie: il gabbiano corso (Larus audouinii), specie protetta presente nell’area, è una delle presenze più caratteristiche, assieme al marangone dal ciuffo e alla berta minore, che nidifica nelle fessure delle rocce.

In mare, i fondali di Capo Testa ospitano praterie di posidonia, cernie, polpi, ricci di mare e ricca fauna ittica. Con maschera e pinne è possibile osservare questi ecosistemi direttamente dalla riva.

📷 Foto: Ryan Hodnett / Wikimedia Commons — Phoenician Juniper (Ginepro fenicio) (Juniperus phoenicea) – Cagliari, Italy 2024-03-29 (02) (CC BY-SA 4.0)

Un territorio da vivere con rispetto

I sentieri di Capo Testa sono in un’area di interesse comunitario: significa che flora, fauna e geologia sono oggetto di tutela attiva. Qualche regola semplice: non raccogliere piante o fiori, non lasciare rifiuti, non accendere fuochi, non avvicinarsi ai nidi degli uccelli marini. I sentieri sono informali e non sempre segnalati: portate una mappa offline o uno screenshot del percorso prima di addentrarvi.

Santa Teresa di Gallura, vista dall’entroterra di Capo Testa, rivela la sua vera identità: non solo una cittadina di mare, ma un territorio naturale di rara bellezza, dove ogni sentiero porta a una nuova scoperta. Vale la pena dedicarle il tempo che merita.

📷 Foto: Nicolas Vollmer / Flickr — Capo Testa (CC BY 2.0)