Selvaggio Blu

Scenari unici tra acque turchesi e falesie imponenti, un luogo da sogno per hikers e climbers di tutto il mondo.

L’ Ogliastra, lungo il versante orientale della Sardegna, è sinonimo di paradiso. Un mare di scenari unici tra acque turchesi e falesie imponenti, un luogo da sogno per hikers e climbers di tutto il mondo.

La natura varia, e ci porta dal mare alle colline fino ad arrivare tra i monti del Gennargentu, la catena montuosa principale dell’Isola.

Questi luoghi raccontati in una immagine sono pareti a strapiombo sul mare, sono profumo di mirto e di ginepro, rocce affilate come coltelli e calette quasi irraggiungibili, ricoperte di confetti bianchi e conchiglie. Un quadro che pensiamo esistere solo nei film o nei sogni che svaniscono al mattino al suono della sveglia.

Il Selvaggio blu è tutto questo e anche quello che non riesci a immaginare, un trekking tra i più difficili per la conformazione del territorio, per la sua verticalità e tra i più affascinanti per gli scorci, per l’avventura, per l’esperienza che ti lascia sotto la pelle.

Siete pronti per partire per il sentiero più incredibile della vostra vita?
Qui troverete tutte le informazioni che vi servono per prepararlo e renderlo un’esperienza che arricchirà la vostra esistenza.

L’Ogliastra

 

Nonostante sia una terra di mare, la Sardegna non ha mai avuto una vera tradizione marinara, i primi pescatori giunti sull’isola erano campani e qui trovarono solo pastori, greggi e donne intente alla lavorazione dei formaggi.

L’Ogliastra ancora oggi rimane una regione sarda dove la pastorizia ha radici in ogni famiglia, con un territorio impervio e inaccessibile per tutti, ma non per loro, gli anziani pastori sardi, che del Supramonte, il complesso montuoso che domina questa regione, conoscono ogni singola grotta, passaggio e cunicolo e che qui hanno accudito greggi per centinaia di anni.

Il suo mare e le sue calette da sogno sono ormai una delle mete più gettonate per migliaia di turisti che soprattutto nei mesi estivi popolano i battelli con partenze regolari dalla vicina Cala Gonone o le centinaia di motoscafi e gommoni che sfrecciano al largo. Un caos che trova pace solo di notte.

Difficile potersi godere un pezzo di paradiso così, direte voi. Eppure, un modo c’è e ve lo raccontiamo in questo articolo.

Il Selvaggio blu

 Le tradizioni rimangono e i segreti vengono tramandati di padre in figlio nonostante i tempi cambino. Sono piccoli tesori di famiglia che ancora oggi alcuni degli abitanti del posto hanno messo a disposizione di climbers e hikers di tutto il mondo, guidandoli attraverso territori difficilmente percorribili in solitaria, alla scoperta di canyon, grotte, scorci mozzafiato e spiagge remote.

Sono due le cooperative attive nella zona che offrono tour di più giorni – affiancando esperte guide alpine che vengono da ogni regione d’Italia – con partenza da Santa Maria Navarrese e rientro da Cala Sisine e con un’organizzazione impeccabile per rendere fattibile un percorso che altrimenti metterebbe a dura prova la resistenza fisica, se non la sopravvivenza stessa. Se vi sembra esagerato, provate a ritrovarvi senza acqua potabile per più giorni, perduti tra le montagne…

Il Selvaggio blu

Le tradizioni rimangono e i segreti vengono tramandati di padre in figlio nonostante i tempi cambino. Sono piccoli tesori di famiglia che ancora oggi alcuni degli abitanti del posto hanno messo a disposizione di climbers e hikers di tutto il mondo, guidandoli attraverso territori difficilmente percorribili in solitaria, alla scoperta di canyon, grotte, scorci mozzafiato e spiagge remote.

Sono due le cooperative attive nella zona che offrono tour di più giorni – affiancando esperte guide alpine che vengono da ogni regione d’Italia – con partenza da Santa Maria Navarrese e rientro da Cala Sisine e con un’organizzazione impeccabile per rendere fattibile un percorso che altrimenti metterebbe a dura prova la resistenza fisica, se non la sopravvivenza stessa. Se vi sembra esagerato, provate a ritrovarvi senza acqua potabile per più giorni, perduti tra le montagne…

La vita selvaggia

 

Il nome del trekking è sicuramente suggestivo e trova ispirazione nella conformazione del suo territorio, ma non solo. Nonostante le molte comodità offerte dalle cooperative locali, affrontare il Selvaggio blu richiede un forte spirito di adattamento, una buona preparazione fisica e una grande connessione con la natura.

Non c’è campo per il telefono, quasi mai. Questo potrebbe generare ansia inizialmente, ma si rivelerà uno dei regali più grandi di questa avventura: la disconnessione, tornare a vivere qui e ora. Un viaggio interiore straordinariamente nutriente per la mente e per l’anima.

Le salite sono toste, il terreno difficile e le suole dei vostri scarponi racconteranno lunghe storie al rientro. La luce è forte e molto calda, per questo motivo il percorso viene proposto in due stagioni: primavera e autunno, lasciando fuori i mesi più torridi. Non ci sono docce né bagni, la cena è servita su tavoli di legno e panche di fortuna e si dorme per terra, su pietre o terra a seconda di dove si trova posto. In tenda ma anche – e soprattutto – sotto le stelle.

Tutto è studiato nei dettagli e i gruppi che percorrono il Selvaggio blu possono contare su un servizio logistico impeccabile che garantisce di poter camminare per molti chilometri con solo un piccolo zaino sulle spalle fino alle zone di sosta notturna. Lì si viene raggiunti da jeep o motoscafi che portano bagagli personali, tende, cibo e acqua per la sera.

La cena è preparata in loco, sotto le stelle, cotta sulla griglia. Assaggerete ogni genere di prelibatezza, tutto quello che vorreste provare di questi luoghi: maialino, capretto, pesce fresco, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino e dal loro immancabile mirto fatto in casa, qualcosa che – vi assicuro – ricorderete per sempre.

Il mare cristallino

 

Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Sisine, Cala Biriola, Cala Goloritzè, Cala dei Gabbiani. Le piccole calette dell’Ogliastra sono sinonimo di paradiso, tra acque turchesi e falesie imponenti; sono tutti nomi che avrete sicuramente già sentito e su cui avrete fantasticato molto.

Per innamorarsene basta cercarle su Google, provate quindi a immaginare cosa significhi viverle in uno spazio esclusivo, all’alba, quando ogni rumore dorme e la luce è dolce. È un momento magico, che ti entra dentro e che solo il Selvaggio blu può regalarti.

Molte delle tappe sono organizzate subito a ridosso di queste graziose cale, dove arriverete stanchi e un po’ sudati dal percorso e verrete accolti dall’acqua limpida e fresca, che vi laverà via ogni fatica e ogni pena. Concedervi un bagno al tramonto, nel silenzio della sera che scende piano piano: sarà indimenticabile.

Il mare cristallino

 

Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Sisine, Cala Biriola, Cala Goloritzè, Cala dei Gabbiani. Le piccole calette dell’Ogliastra sono sinonimo di paradiso, tra acque turchesi e falesie imponenti; sono tutti nomi che avrete sicuramente già sentito e su cui avrete fantasticato molto.

Per innamorarsene basta cercarle su Google, provate quindi a immaginare cosa significhi viverle in uno spazio esclusivo, all’alba, quando ogni rumore dorme e la luce è dolce. È un momento magico, che ti entra dentro e che solo il Selvaggio blu può regalarti.

Molte delle tappe sono organizzate subito a ridosso di queste graziose cale, dove arriverete stanchi e un po’ sudati dal percorso e verrete accolti dall’acqua limpida e fresca, che vi laverà via ogni fatica e ogni pena. Concedervi un bagno al tramonto, nel silenzio della sera che scende piano piano: sarà indimenticabile.

La Grotta del fico

 

Il lungo viaggio attraverso l’aspro Supramonte non può che concludersi con la visita a una delle incredibili meraviglie di questo piccolo pezzo di terra: la Grotta del fico.

Ribattezzata così per la bellissima pianta di fico che si trovava di fronte al suo ingresso, spazzata via anni fa da una mareggiata, è raggiungibile solo via mare o calandosi in corda e il suo ingresso è a circa 7 metri di altezza sul livello del mare.

I primi speleologi qui arrivarono nel 1957 e fecero la conoscenza delle tantissime foche monache che abitavano la zona e che oggi purtroppo non si trovano più sulle coste dell’Ogliastra.

Senza avventurarsi dentro i sifoni e le stanze accessibili solo da esperti speleologici, all’interno della grotta è stato allestito un percorso turistico e sicuro per tutti, grandi e piccini, che vi condurrà alla scoperta dei tesori nascosti di questo luogo, tra stallatiti e stalagmiti. Da rimanere letteralmente a bocca aperta!

Definita da molti l’isola nell’isola, Ogliastra è sinonimo di natura. E’ un paradiso terrestre, un’area ancora fortemente incontaminata, dove la flora e fauna sono padrone.

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